venerdì 10 agosto 2018

Una Lega dei Fratelli d'Italia...


Quando Salvini e la Meloni non erano ancora nati, nacque in Italia, dal grembo de Il Borghese, la Lega dei Fratelli d’Italia. Il padre era naturalmente Leo Longanesi. Sognò di far nascere un movimento nazionale, conservatore, popolare e borghese, che non fosse neofascista, liberale e tantomeno democristiano. Ma fosse seriamente postfascista, giacché notava Longanesi: “la nostra democrazia ha un solo male, ha una sola tara: quella di esistere come avversario del fascismo; essa per vivere non trova altra giustificazione che quella di combattere un fascismo morto con Mussolini. Così assistiamo a una lotta di cadaveri verticali contro un cadavere orizzontale”. Fantastico. Era il 1955 e 63 anni dopo siamo allo stesso punto, anche coi grillini al governo. Allora come adesso, si avvertiva la necessità di doversi inventare, un movimento che rappresentasse un mondo largo ed escluso, o mal rappresentato, antagonista alla sinistra, al clericalismo e al progressismo. Eravamo nell’era democristiana, i comunisti non erano ancora stati ammessi nell’anticamera dei governi, non esistevano le Regioni, l’Italia si stava riprendendo alla grande almeno sul piano del benessere, aveva trovato un accettabile compromesso col passato fondato sul’oblio, c’era il boom economico e gli italiani figliavano tanto, soprattutto a sud. Cosa dovremmo dire adesso, che il mondo è cambiato, siamo nell’unione europea, il debito è alle stelle, le regioni ci hanno distrutto, siamo pieni di migranti e vuoti di giovani e di élite, l’Italia è più smorta di allora, i figli non se ne fanno più e i morti superano i nati? Che ci vorrebbe una Lega dei Fratelli d’Italia… Ma la Lega c’è e, se nel giro di un mese non mutano ancora gli umori di questo paese psicolabile, è ora addirittura il primo partito. Al suo fianco, piccino e vanamente alla ricerca di una sua visibilità e di un suo ruolo, c’è quel che resta di An e del Msi, denominato Fratelli d’Italia, guidato in realtà da una sorella romanesca, brava e incisiva in tv.Com’è allora che ci sentiamo rappresentati solo di striscio, e il disagio ancora prevale sull’appartenenza, l’estraneità prevale sulla partecipazione? Dipende dall’età, dalle delusioni collezionate, dall’eterna sindrome scontenta del Depresso Nostalgico che vive imprecando tra le rovine? O c’è qualche buona ragione per sentirsi stranieri a casa propria, più dei migranti e non solo a causa loro? Certo, c’è la soddisfazione nel vedere i perdenti, la sinistra squagliata, l’establishment colto da lievi crisi di panico, i Papi, i Presidenti, gli Illustrissimi che fanno l’opposizione… È un po’ il piacere sadico che provammo con la vittoria di Trump, che fu sopratutto la sconfitta di quell’America padrona, di quelle 4 o 5 famiglie che comandano, di quel mondo liberal, radical, affetto da razzismo etico e culturale. Ma basta la soddisfazione di vedere i perdenti per gioire dei vincenti al governo? Nel nome del populismo inviso ai poteri forti e all’Europa, dobbiamo farci piacere perfino i grillini che sparano ancora ogni giorno minacce a chi sta bene per far godere chi sta male; ma godere solo col rancore, perché se togli i privilegi veri o presunti a uno, non fai star meglio con la redistribuzione egualitaria, cento o mille. Dividi solo briciole di risentimento, appaghi solo l’invidia e il malocchio… Ma noi speriamo, l’occasione è imperdibile, un cambiamento c’è stato, anche se non si capisce la rotta. Il mondo sta svoltando. E si confida, in Salvini e nella sua Lega, coi Fratelli d’Italia in frigorifero. E con l’incertezza se poi ritroveremo un centro-destra a trazione leghista, come si dice; o lo scenario è ormai cambiato e la lotta sarà davvero tra populisti e potentati. Non dite per favore tra élite e popolo, perché un popolo senza élite, senza classe dirigente, senza aristocrazia, non va da nessuna parte. Dite piuttosto oligarchie, sette, potentati senza legittimazione. Oltre i tribuni della plebe ci vogliono le élite capaci. Ma torniamo alla Lega dei Fratelli d’Italia di Longanesi. Lui era il presidente, il giovane Piero Buscaroli ne era il segretario: due persone totalmente prive di senso politico e organizzativo, a parte libri e giornali. Debuttò con un affollatissimo convegno su “Cos’è la destra in Italia” al teatro Odeon di Milano. Con un discorso “bellissimo e inutile” di Longanesi, dirà Gianna Preda. Scettica come Mario Tedeschi sull’iniziativa. E infatti Longanesi si stancò presto del suo movimento, seccato dalla ressa di delusi, lamentosi, arrabbiati che c’era già allora e che lo incalzava ovunque. E la destra-destra sfumò ancora una volta, sfarinandosi tra missini, monarchici, destra dc e destra liberale. La storia di quell’aborto longanesiano un po’ la racconta Buscaroli ne Una nazione in coma, ripreso da Penne al vetriolo di Alberto Mazzuca (editi ambedue da Minerva). L’epilogo di quell’avventura è una tavolata al Rosati di Roma nel ’57 con Montanelli, Pannunzio, Flaiano, Benedetti. Montanelli, che deve la sua salvezza al suo scetticismo, accusò Longanesi di “averci fatto sedere sulle poltrone più scomode, in guerra con tutti… E tutto questo per difendere il mondo di Longanesi dove non c’era che Longanesi”. Montanelli racconta che lui, Leo, lo ascoltava “con la bocca atteggiata a un risolino compiaciuto. E aveva ragione perché tutte queste accuse contro Longanesi erano la sua apologia”. Così perì la Lega dei Fratelli d’Italia e si salvò il suo Autore. Ma poco dopo, a 52 anni, Longanesi se ne andò, breve e fulminante come sempre. Lasciando molti conti in sospeso e tutti i suoi giocattoli: la casa editrice, il Borghese, la destra, la Lega dei Fratelli d’Italia.
Marcello Veneziani (Il Borghese)
http://www.barbadillo.it/76460-cultura-di-m-veneziani-quando-longanesi-sogno-la-lega-dei-fratelli-ditalia/

giovedì 9 agosto 2018

Fare Fronte presente e protagonista: ieri, oggi e domani.


Mentre siamo ancora in attesa di risposte e proposte (ma verranno o no?), da parte dei vertici nazionali e regionali lombardi di Fratelli d'Italia, su partecipazione e meritocrazia, congressi e nomine, apertura sedi e iniziative sul territorio, certamente, noi, non stiamo con le mani in mano. Aspetteremo, abbiamo detto e confermiamo, fino al 30 settembre, quando analizzeremo attentamente tutti gli elementi, e decideremo liberamente cosa fare. Intanto abbiamo avuto e continuiamo ad avere contatti. incontri e confronti politici a 360° con autorevoli esponenti del Movimento Nazionale per la Sovranità, della Fiamma Tricolore, del Movimento Eurasiatico, di Riva Destra, del Movimento Sociale Europeo e, naturalmente, della nuova Lega nazionale di Matteo Salvini. Comunque sia, sappiano bene tutti, amici e avversari, che noi non molliamo di un millimetro, e che continueremo a fare buona Politica, facendo informazione e formazione, ma anche schierandoci alle prossime importantissime elezioni europee ed amministrative del 2019. - Roberto Jonghi Lavarini

Bravo Salvini, Fare Fronte a sostegno del Governo!



A differenza di molti parlamentari di FDI e Forza Italia, ma anche di maggioranza, che non hanno mai lavorato ma fatto solo politica, io provengo da una famiglia della sana borghesia produttiva del nord che fa impresa da quasi cent'anni... Per questo, dopo avere attentamente letto e analizzato questa legge finanziaria del governo gialloverde, con spirito libero e critico, posso sinceramente dire di condividerla e sostenerla al 90%. Queste prime riforme economiche, infatti, servono a dare un segnale di rottura, svolta e rinnovamento al popolo, ai giovani ed ai lavoratori. L'opera del governo va vista e giudicata sul medio lungo periodo, tenendo conto che la Lega di Matteo Salvini è in un governo di coalizione, osteggiato dal presidente della repubblica, e dai poteri forti di NATO e UE. Giusto, prima di abbassare le tasse e sostenere le imprese (cosa assolutamente necessaria e da programma), tutelare le fasce più deboli della società, combattere il precariato sistematico imposto dal super liberismo materialista ed i furbetti che delocalizzano, a danno dei lavoratori italiani e delle casse dello stato (altro sono i meritevoli imprenditori che vanno alla conquista di nuovi mercati). Lo dico da lavoratore dipendente, da padre di famiglia, da cattolico, oltre che da storico militante della destra sociale missina. Roberto Jonghi Lavarini

lunedì 6 agosto 2018

Movimento Sociale Europeo - MSE 2019


Il MSE Movimento Sociale Europeo, fondato nel 2000 dall'eurodeputato missino On.Prof. Roberto Bigliardo, insieme a Guido Mussolini (figlio di Vittorio e nipote di Benito), Nicola Cucullo (già Sindaco di Chieti) e all'On.Avv. Clemente Manco (già parlamentare nazionale) si è riorganizzato in tutte le regioni italiane, e dopo avere riunito il proprio comitato centrale, oggi a Roma, ha deciso di dare il proprio convinto, pieno ed attivo sostegno alla nuova Lega nazionale di Matteo Salvini, al governo giallo-verde del cambiamento, ed alla comune battaglia sociale, identitaria e sovranista.
 
Abbiamo già organizzato il movimento in base alle circoscrizioni delle prossime elezioni europee 2019 (nord ovest, nord est, centro, sud e isole) dove sosterremo le liste e i candidati della Lega, invitando tutti coloro che si riconoscono nella gloriosa storia della destra sociale italiana a fare altrettanto. Sono centinaia i dirigenti e militanti missini che stanno aderendo, in questi giorni alla nostra iniziativa politica. Ci rivolgiamo a Giorgia Meloni, Ignazio La Russa, Gianni Alemanno, Francesco Storace e Alessandra Mussolini perchè facciano altrettanto. Siamo di fronte ad una epocale battaglia metapoltica fra patrioti europei e plutocrati mondialisti, e non possiamo permetterci di disperdere inutilmente forze ed energie, anche perchè, comunque, vi sarà una soglia di sbarramento elettorale invalicabile del 4%, anzi, probabilmente elevato al 5%.
 
Prima iniziativa pubblica sarà una conferenza di presentazione del nostro progetto politico, con ospite d'onore la giovane leonessa francese Marion Le Pen. Passo successivo saranno delle assemblee politiche del movimento (veramente aperte a tutti!) nelle 5 circoscrizioni ed infine un congresso nazionale costituente, con la partecipazione dei rappresentanti di tutte le destre europee.
 
Avvocato Vincenzo Forte 
portavoce e legale rappresentante MSE 
 
NB: nome, logo e statuto del MSE sono già regolarmente registrati presso il Ministero degli Interni ed il Parlamento Europeo di Strasburgo, di nostra proprietà ed uso esclusivo.

 
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