venerdì 6 luglio 2018

Intervista "senza sconti" a Roberto Jonghi Lavarini



Roberto Jonghi Lavarini, 46 enne storico esponente della destra sociale, dopo il convegno milanese con il filosofo tradizionalista russo Aleksandr Dugin (consigliere del presidente Vladimir Putin), ha in programma altre due incontri che già stanno facendo molto discutere. A settembre, Jonghi, ha poi inviato in Italia, il "vecchio leone" della estrema destra francese, Jean Marie Le Pen a presentare il suo libro autobiografico. Incontriamo il “Barone Nero” in un bar nel centro di Milano, di fronte al Castello Sforzesco, dove sembra molto conosciuto e ci presenta subito uno dei suoi stupefacenti amici, niente di meno che Sua Altezza Imperiale il principe Patrizio Tomassini Paternò Leopardi di Costantinopoli, con il quale aveva appuntamento, prima di noi, per questioni di araldica e ordini cavallereschi (altra sua grande passione oltre alla politica). Prima del nobile bizantino, tanto per dire, il poliedrico Jonghi, con "spirito crociato", ha incontrato un vescovo ortodosso libanese, del quale ci mostra subito le foto, per parlare della persecuzione dei cristiani in Siria e della raccolta fondi internazionale per armare e addestrare le loro milizie, in difesa di chiese e villaggi.

Roberto Jonghi Lavarini con Giorgia Meloni e Matteo Salvini

Abbiamo ricevuto da "Fare Fronte" (la sua ultima sigla politica) due inviti via email: lunedì 9 luglio, riunione con il vice presidente del Senato, Ignazio La Russa, e giovedì 12 incontro con l'eurodeputato leghista Mario Borghezio… Jonghi: ci può chiarire la sua posizione che a noi sembra qaunto meno schizzofrenica?

Ignazio e Mario sono entrambi miei cari vecchi amici... Mi sono iscritto al MSI a 14 anni, e, da allora, ho sempre militato dalla stessa parte, cercando di rimanere uomo libero e coerente. Non ho cambiato idee, anzi, le ho approfondite e consolidate. E’ il mondo ad essere cambiato, gli equilibri geopolitici globali, oltre che il sistema democratico parlamentare dei partiti che è fallito. Con la caduta del Muro di Berlino, è iniziata la lenta ma inesorabile agonia, non solo del comunismo ma anche del sistema bipolare USA-URSS, e di tutte le contrapposizioni imposte dalla “guerra fredda”. Sono risorte le identità culturali e religiose, i popoli e le nazioni. Si è risvegliata la Santa Russia Ortodossa, Terza Roma, e con lei nuove prospettive imperiali eurasiatiche. Con Tangentopoli, invece, sono morti i vecchi partiti ideologici, democratici e popolari, si sono indeboliti la politica tradizionale, il sistema di rappresentanza e di selezione della classe dirigente. Al loro posto sono nati movimenti carismatici e di protesta, e gli spazi lasciati vuoti dalla nuova politica (e dai suoi rappresentanti veramente mediocri), sono stati occupati dai poteri forti della economia e della finanza che hanno iniziato, non solo in Italia ma in tutta Europa, a farla da padroni. In questo quadro generale, io rimango fedele a determinati valori e idee immanenti, piuttosto che a fragili e precari sistemi partitici, sempre più mal gestiti in maniera privatistica, per cooptazione amicale.

Roberto Jonghi Lavarini con Marine Le Pen e Alexandr Dugin


La sua risposta mi sembra chiara, articolata, quasi convincente. Ma cosa risponde a chi la accusa di pensare solo alla sua carriera personale o di essere un "pazzo ingestibile"?

Chi dice questo non mi conosce o è in assoluta malafede. Guardi, avessi voluto fare carriera ci avrei pensato trent’anni fa... Mio padre è stato dirigente di Assimpredil e della destra DC, mio nonno era un potente e ricco immobiliarista, aristocratico e cattolico, legato al Vaticano, avrei fatto altre scelte, invece, mi sono iscritto al Fronte della Gioventù di Via Mancini (storica sede milanese del Movimento Sociale). Sinceramente, non so se ho fatto bene, al mio posto hanno fatto carriera tanti ciarlatani opportunisti... Forse io sarei stato più utile alla mia comunità politica e culturale, oltre che a me stesso ed alla mia famiglia. Poi, di occasioni ne ho avute diverse, ma ho sempre privilegiato la coerenza e la libertà... In molti mi temono perché dico quello che penso e cerco di fare quello che dico. Per mediocri e codardi, genio e coraggio sono pazzie, allora: sono certamente un pazzo idealista, e, in questo senso, per loro, sicuramente pericoloso. Conosco vita, morte, miracoli e scheletri nell’armadio di tutti i politici milanesi: potrei raccontarvi aneddoti e particolari tragicomici, di tanti miserabili inutili parassiti che, a differenza mia, hanno fatto carriera, ma mi sono ripromesso di non parlare male più di nessuno. Il tempo è prezioso e le energie vanno utilizzate per pensieri e azioni positive. "Non ti curar di loro ma guarda e passa"... Certo, però non porgo l'altra guancia, e se uno mi tira un ceffone io rispondo con due pugni bene assestati nello stomaco e in testa... In senso metaforico naturalmente (dice ridendo divertito...)

Roberto Jonghi con Daniela Santanchè, Ignazio La Russa e Mario Borghezio

Fatte queste premesse e battute, torniamo ai due appuntamenti di settimana prossima, ed ai suoi progetti, di cui si parla in rete e sui giornali...

Io e il circolo Fare Fronte abbiamo aderito a Fratelli d’Italia, lo scorso congresso nazionale di Trieste, riconoscendo a Giorgia Meloni, riposizionatasi stabilmente a destra (finalmente ma in grave ritardo politico, lasciando quindi spazio alla Lega di Matteo Salvini), la coerenza e la chiarezza delle scelte, nel solco della migliore tradizione missina. Svolta rappresentata anche simbolicamente dal nuovo logo: senza riferimenti ad AN ed a quella mer.. di Fini (la faccia di Jonghi mostra rabbia e disgusto nel parlare di Gianffranco Fini) e con la nostra bella fiamma tricolore in grande evidenza. Ma alla linea politica non è poi seguita la necessaria apertura e riorganizzazione del partito sul territorio. Per questo, lunedì chiederemo ufficialmente la convocazione dei congressi ed il rinnovamento di Fratelli d’Italia, secondo rigorosi criteri di partecipazione e meritocrazia. Quella di giovedì, invece, è altra cosa, una riunione a sostegno del progetto culturale ed editoriale del giornale “Idee per l’Europa dei Popoli”, una iniziativa assolutamente trasversale e apartitica, che vuole “fare fronte” contro la plutocrazia mondialista, unendo tutte le forze nazional-popolari, sociali, identitarie e sovraniste. Una battaglia metapolitica che io-noi portiamo avanti dal lontano 2000, sul modello del Front National francese, come si può facilmente verificare in rete. Non ci piacciono i partitini e le scissioni: non vogliamo dividere ma unire, ma per lavorare ci servono ruoli, strumenti e mezzi.


https://www.mediapason.it/i-programmi/senza-sconti/int121.pdf

lunedì 2 luglio 2018

Fratelli d'Italia Milano: Fare Fronte chiede il congresso!



"Chiediamo a Giorgia Meloni (Ignazio La Russa, Daniela Santanchè e Carlo Fidanza) di rilanciare Fratelli d'Italia a Milano e Provincia. Servono: PARTECIPAZIONE, TRASPARENZA, MERITOCRAZIA, RINNOVAMENTO, una sede fisica ed una buona organizzazione! Servono un tesseramento trasparente e garantito, ed un vero congresso politico aperto a tutti i patrioti. Attendiamo risposte chiare e proposte concrete, entro luglio, o "liberi tutti" ed ognuno si assumerà le proprie responsabilità."

Roberto Jonghi Lavarini
presidente del circolo Fare Fronte
iscritto a Fratelli d'Italia
già candidato alla camera dei deputati 


 

sabato 30 giugno 2018

Roberto Jonghi (Fare Fronte) in TV







Fare Fronte: Idee per l'Europa dei Popoli


 
 
Rinnovato giornale culturale, metapolitico, nazional-popolare, identitario, patriottico e sovranista... Presente e scaricabile comodamente online, stampato in 50.000 copie a diffusione militante, nei circoli e librerie d'area... Obbiettivo ambizioso: un mensile cartaceo in tutte le edicole d'Italia, dal prossimo gennaio 2019.

Un progetto editoriale promosso dal vulcanico Mario Borghezio (storico eurodeputato leghista, vice capo gruppo delle "destre europee", capo delegazione della commissione esteri, presidente della Fondazione federalista per l'Europa dei Popoli). Suo "braccio destro" in questa operazione culturale, trasversale e apartitica, è il "barone nero" Roberto Jonghi Lavarini (esponente della destra sociale, radicale e tradizionalista, presidente del movimento Fare Fronte, candidato con Fratelli d'Italia, alle scorse elezioni politiche). Questo lo "zoccolo duro" della squadra: Luciano Lucarini (editore), Andrea Rognoni (direttore responsabile), Max Bastoni (capo redattore e consigliere regionale lombardo), Edoardo Anghinelli (segretario di redazione).


Contatti, informazioni, proposte, collaborazioni, contributi:
 
"Radici profonde, rami forti" dice un vecchio detto della mia tribù Walser (tedesco-vallese" del Monte Rosa). Il mio ragionamento metapolitico parte da questa genuina e antica saggezza popolare. I Walser sono un piccolo e fiero popolo alpino germanico diviso in villaggi, enclave in alta quota, sparsi su tutto l'arco alpino, dalla Svizzera all'Austria, dove hanno mantenuto le loro tradizioni etnologiche, religiose e linguistiche (parlano un dialetto tedesco arcaico). In Italia sono certamente note a tutti le località turistiche di Gressoney, Im Land (Alagna Valsesia) e Z'Makanà (Macugnaga), alle quali aggiungo la mia Urnafasch (Ornavasso), paesini che hanno mantenuto intatte le proprie caratteristiche che ne fanno luoghi  tipici e affascinanti. Tornare nelle mie terre, o andare ai Walsertreffen (raduni internazionali delle comunità Walser) con le mie figlie, vestendo i nostri abiti tradizionali, brindando e cantando con il mio prossimo (etimologicamente, colui che mi è più vicino), mi fa ritrovare e connettere con le mie origini ancestrali, con la terra dei miei padri (da cui il termine patria), dando consapevolezza e forza alla mia identità, profondo significato etologico e spirituale alla mia esistenza su questa terra. Riallacciarsi alla Tradizione, è riprendere linfa e vigore, è essere in ordine, ovvero al posto giusto, deciso del buon Dio, dal destino, in questo universo. Ma ogni singola tradizione, come dicevano i grandi studiosi, filosofi e maestri, Julis Evola e Renè Guenon, fa parte e si riallaccia alla unica grande Tradizione che costituisce, insieme alle leggi naturali, la vera essenza della nostra umana civiltà, una unica visione del mondo, degli uomini e della società. Essere fedele alle proprie radici specifiche, vuol dire capire e rispettare quelle altrui, e partecipare veramente alla umanità nel suo complesso. Solo chi capisce e rispetta se stesso, può capire e rispettare gli altri. Questo è lo spirito comune, la weltanschauung, che unice gli amici, collaboratori e sostenitori dI questo progetto editoriale e delle storiche battaglie culturali e identitarie, prima che politiche, di Mario Borghezio. Questo giornale ha l'ambizioso obbiettivo di essere la base di un grande fronte nazional-popolare, per informare, formare e selezionare, secondo criteri meritocratici, una classe dirigente, consapevole e preparata, di autentici patrioti, una nuova aristocrazia europea, nel senso etimologico e tradizionale di governo dei migliori, che si dedichi veramente al bene delle nostre comunità locali, alla tutela dei territori e delle radici, alla difesa dei nostri legittimi e sacrosanti interessi politici, militari ed economici in Europa, nel "mare nostrum" Mediterraneo e nel mondo. Uniamo le forze e le Idee per l'Europa dei Popoli. Roberto Jonghi Lavarini

lunedì 25 giugno 2018

Riunione Patriottica di Fare Fronte a Milano



LUNEDI 9 LUGLIO 2018 – Ore 20.30
Studio Legale Maturo, Viale Bianca Maria 3 a Milano

Riunione di Fare Fronte con il seguente ordine del giorno:

1) Collaborazione con Fondazione e giornale Idee per l'Europa dei Popoli;
2) Collaborazione con il sindacato nazionale Unione Generale del Lavoro;
3) Collaborazione con movimento internazionale e rivista Eurasia;
4) Corso di formazione (storia, filosofia, politica, costituzione, comunicazione);
5) Campagna politica e informativa per l'uscita dell'Italia dalla NATO;
6) Campagna politica e informativa a sostegno della sovranità nazionale;
7) Campagna politica a sostegno della produzione italiana di qualità;
8) Gite sociali e culturali a Predappio e al Vittoriale (a settembre);

9) Rapporto con Fratelli d'Italia (esame delle risposte e delle proposte politiche dei vertici del partito) e decisioni conseguenti. 

Interverranno: Dott. Giovanni Bucci (vice sindaco di Garbagnate Milanese), Mirko Cuneo, Fabio Flenda (Libertà Nazionale), Avv. Renato Maturo, Silvio Vartolo (segreteria regionale UGL), Luigi Voccio (Cinisello Balsamo). Sono stati ufficialmente invitati ad intervenire i dirigenti di FDI: Sen. Ignazio La Russa, Sen. Daniela Santanchè, On. Carlo Fidanza, On. Paola Frassinetti.

Segue (circa ore 21.30) dibattito sulla situazione, gli sviluppi e le prospettive della politica italiana, europea e mondiale: Prof. Gianfranco Benedetto (LIUC), Prof. Massimiliano Bonavoglia (E-Campus), Avv. Giuseppe Palma (costituzionalista).

Vi aspettiamo numerosi, 
il presidente di Fare Fronte
Roberto Jonghi Lavarini



FARE FRONTE con DUGIN per l'EURASIA

Renato Maturo, Pietro Fraccavento, Roberto Jonghi, Aleksandr Dugin e Giuseppe Ghirardini

Il movimento Fare Fronte ha partecipato attivamente allo storico incontro milanese, organizzato, settimana scorsa, dall’editore militante Maurizio Murelli (Edizioni AGA, Orion Libri), con il filosofo tradizionalista russo, Prof. Alexander (Aleksandr) Dugin, consigliere geopolitico del presidente Vladimir Putin. Dugin ha presentato il suo ultimo libro “Putin contro Putin”, partecipando ad un dibattito con il filosofo rosso-bruno Diego Fusaro ed il giornalista Adriano Scianca, direttore della rivista Il Primato. Presenti oltre quattrocento attenti ascoltatori, molti i volti noti, fra i quali citiamo: Marco Battarra (altro editore-libraio militante delle Edizioni Ritter), Aldo Braccio (studioso, collaboratore della rivista geopolitca Eurasia), Andrea Scarabelli (intellettuale e direttore della rivista filosofica Antares), Attilio Carelli (esponente della destra aristocratica evoliana e segretario della Fiamma Tricolore), gli avvocati Renato Maturo e Stefano Sutti (punti di riferimento sia della comunità russa lombarda che degli imprenditori italiani che vogliono investire nella ex Unione Sovietica), i docenti universitari Massimilliano Bonavoglia e Sergio Luppi, Giuseppe Ghirardini (presidente del Comitato Europa dei Popoli e fedele della Chiesa Ortodossa Russa), il conte zarista georgiano russofono Nikoloz Verdanisdev (della associazione eurasiatica ACIGEA) e, naturalmente, Gianluca Savoini (presidente della storica associazione Lombardia Russia, influente ed ascoltato consigliere del segretario leghista Matteo Salvini, per la politica estera). In sala anche molti dirigenti del centrodestra (Lega e Fratelli d’Italia) e della destra radicale (Casa Pound e Lealtà Azione), cittadini russi e dell’ex impero russo.  Nella giornata milanese, Dugin ha anche approvato la nomina del portavoce ufficiale in Italia del suo movimento politico internazionale eurasiatico (simbolo una runa solare gialla su sfondo nero): Pietro Fraccavento, giovane creativo e tecno musicista. La delegazione di Fare Fronte era guidata dal presidente Roberto Jonghi Lavarini e dall’imprenditore Mirko Cuneo. Jonghi ha confermato le sue antiche simpatie zariste (il “barone nero” è, peraltro, amico personale del Granduca George Romanoff, capo della casa imperiale ed erede al trono di tutte le Russie), la sua adesione alla corrente filosofica e geopolitca di Dugin, ed il suo pieno sostegno politico (più volte espresso anche alla agenzia di stampa internazionale russa Sputnik) ad una grande alleanza (politica, economica e militare)  continentale ed euraoasiatica fra l’Europa e la Santa Madre Russia Ortodossa, “ritonata Terza Roma e faro di civiltà”. In questa direzione, Fare Fronte ha annunciato diverse iniziative sia per chiedere l’abolizione delle “infami e autolesioniste” sanzioni economiche alla Russia, che per chiedere l’uscita dell’Italia dalla NATO (esercito coloniale dell’imperialismo USA) e lo smantello delle 115 basi straniere presenti sul territorio nazionale. Da ricordare i solidi rapporti fra lo stesso Jonghi, diversi alti ufficiali delle Forze Armate italiane, e l'ex ministro della difesa, il senatore Ignazio La Russa di Fratelli d'Italia. (Agenzia Stampa Vega)




Robeto Jonghi Lavarini con il filosofo tradizionalista russo Aleksandr Dugin

Pietro Fraccavento (portavoce Movimento Internazionale Eurasiatico, sezione italiana), il barone Roberto Jonghi Lavarini (presidente movimento nazional popolare, identitario e sovranista Fare Fronte), l'avvocato Renato Maturo (presidente associazione culturale Grande Milano), Giuseppe Ghirardini (presidente comitato Europa dei Popoli) e il conte Nikoloz Vardanisdzev (segretario generale associazione culturale eurasiatica ACIGEA) con ALEXANDR DUGIN

Il "barone nero" Roberto Jonghi Lavarini con Alexandr Dugin, filosofo della Tradizione e paladino dell'Eurasia

Il Dott. Roberto Jonghi Lavarini con il Prof. Alexandr Dugin

Il Barone Nero con il Filosofo Rosso: Roberto Jonghi Lavarini con Diego Fusaro, insieme in difesa della giustizia sociale e della sovranità nazionale, alleanza trasversale degli uomini liberi, contro la plutocrazia mondialista 

giovedì 21 giugno 2018

Claudio Bernieri (Affari Italiani) intervista Alexander Dugin



Politica - Affari Italiani - Milano

"Putin entusiasta di Salvini": l'intervista ad Aleksander Dugin

Putin è un fan di Salvini e la Russia tifa per il leader della Lega: parla Aleksander Dugin, consigliere del leader russo

Metti una sera in via Padova, tra scantinati trasformati in moschee e centri sociali. Tutti ad ascoltare il consigliere di Putin, lo scrittore e filosofo Aleksander Dugin che presenta il suo libro “Putin  contro Putin” (Ed. Aga).“ Il centro del mondo è in questi giorni Roma, con Di Maio e Salvini e il loro populismo integrale, vittoria metafisica del popolo italiano. Salvini risponde a tutte le sfide, è un successo mondiale: lui è un leader populista positivo. E’ il pensiero di  Putin, che è un  fan di Salvini. Tutti in Russia tifiano per lui. In Italia Soros e  i  globalisti stanno perdendo  la partita… Putin ha una grande simpatia per Salvini. Ora  in Europa è un momento decisivo, si prospetta una vittoria radicale del popolo sulla elite ultraliberale” Dicono che sia la mentre di Putin. Ideatore del nazionalbolscevismo, Dugin esalta   i valori  tradizionali contrapposti ai valori liberali che stanno andando portando il mondo verso caos e guerra .Alcuni analisti definiscono Putin un patriota, altri un liberale. Rimane la domanda: “Chi è Putin?”. Dugin da via Padova cerca di dare una risposta: “Vedo una grande Europa da Lisbona a Vladivostok”, con un asse Mosca- Pechino5. E una forte  Unione  Eurasiatica”  Inventore della “Quarta Teoria Politica“ (dopo liberalismo, fascismo , e comunismo ecco la Tradizione), Dugin paragona Putin all’imperatore Augusto. Leader della resistenza alla  post modernità e alla  turbo- globalizzazione “Putin somiglia a un funambolo su una corda tesa attraverso un precipizio. Ora è di fronte a un doloroso dilemma: quale direzione prendere? Verso il passato o verso il futuro?“ ci dice Dugin in questa intervista.” Per gli USA, una buona Russia è una Russia fragile: una Russia ripiegata su se stessa, debole, divisa, quasi morta, un “buco nero”, come la definì Zbigniew Brzezinsky . Il 71% dei Russi pensa che la Russia appartenga ad una civiltà a sé stante, “eura- siatica” e ortodossa, e che qualunque sviluppo in una direzione filo-occi- dentale non vada bene per il Paese. Stimolato  da Adriano Scianca, il dibattito ha visto duettare Dugin con il filosofo post marxista Diego Fusaro.«I signori della mondializzazione con il loro clero intellettuale giornalistico di accompagnamento stanno disgregando tutti i fondamenti della vita etica». Parla futurista; di turbocapitalismo apolide, di «globalizzazione linguistica», «contronarrazione demofila». Una neolingua che affascina il foltissimo pubblico di nuovi editori  (Maurizio Murelli , Andrea Scarabelli, Marco Battara) edi politologi presenti in sala. Aldo Bracco (Rivista geopolitica Eurasia) ,Pietro Fraccavento (movimento  internazionale euroasiatico), Giuseppe Ghilardini (Europa dei popoli) Roberto Jonghi Lavarini (Fare fronte), Avv, Maurizio Mengassini (Fondazione imperiale Romanov) Lali Panchlidze (ass. Italia Georgia Eursasia), Gianluca Savoini (sss, Lombardia Russia).  


Nuovo circolo di Fratelli d'Italia a Milano

 
Cari amici,

in queste ultime settimane ho impiegato buona parte del tempo a costruire la nostra nuova "casa", il nostro nuovo luogo dove ritrovarci per scambiare le nostre opinioni e condividere insieme ogni giorno un percorso costante e determinato a difesa dei valori portanti della nostra società quali la famiglia, la sicurezza nei nostri territori e la valorizzazione della nostra Identità Nazionale. Ho approfondito molto il nostro passato, la nostra storia, impegnandomi nello studio di documenti, comunicati stampa e libri: tra questi il testo che mi ha colpito di più è stato "60 anni in fiamma", libro autobiografico di Franco Servello. Proprio da qui nasce l'idea di costituire a Milano, insieme ad un gruppo di persone, un nuovo circolo di Fratelli d'Italia che ho voluto chiamare: "Circolo per l'Italia - Franco Servello" Proprio in questi giorni con i sostenitori di questo progetto della prima ora stiamo continuando ad incontrarci a fine giornata lavorativa, la sera ad un aperitivo o in qualche cena, per definire al meglio e raccogliere il consenso di chi vorrà farne parte già dalle sue fondamenta. Non nascondiamo la nostra ambizione di diventare grandi per ridare un luogo di ritrovo a chi crede fortemente ai valori italiani, invidiati da tutto il mondo, e camminare insieme per costruire al meglio il nostro futuro e quello dei nostri figli, qui, nella nostra amata Italia. Colgo l'occasione per iniziare a presentarvi quanto già ho fatto con l'aiuto e il confronto dei miei amici sostenitori.

Ing. Alfonso Piero Di Rosa

"STORIA RIVISTA"


Arriva “Storia Rivista”. Segnali di memoria a destra.

Nasce una nuova rivista. Di storia. Una rivista divulgativa e di approfondimento allo stesso tempo. 

Ambiziosa e unitaria.

Il suo nome è Storia.Rivista. Un bimestrale. Ha poco meno di duecento pagine.
La prima parte è una miscellanea di articoli su uomini, idee, fatti che riguardano la destra in Italia e nel mondo; la seconda invece è un dossier monotematico dedicato ad un evento, una ricorrenza, uno scenario raccontato e analizzato da un punto di visto di destra.

Perché ambiziosa?
Perché, dicono in suoi realizzatori, la destra oggi dispersa sul piano politico e organizzativo deve ambiziosamente ritrovare i valori, le idee e le storie che l’hanno tenuta unita e viva per tanto tempo. La destra deve oggi chiedere alla Storia, anzitutto alla sua Storia, le risposte necessarie per ritrovare il perduto linguaggio della propria unità e le ragioni profonde dello stare insieme, linguaggio e ragioni che le hanno consentito di far fronte con dignità al mondo che continuava a stringerla d’assedio.
E tutto questo è assai ambizioso.

Ma è anche un progetto unitario. Perché non sarà la voce soltanto di un “pezzetto” della destra diffusa che, pure, esiste. Sarà la voce di tutte le esperienze ideali che hanno riempito la vita, i sogni, i progetti di questa area, che le hanno dato forza e che le hanno consentito di vivere il proprio tempo con fierezza e orgoglio quando tutto le era aspramente ostile.
Quella coerenza ideale, quel senso fortissimo di appartenenza radicato nella sua gente costituiscono proprio oggi il patrimonio principale da recuperare ed al quale attingere per costruire le strade del futuro.

Perché il nome Storia.Rivista?
Rivista sta per riletta, ristudiata, rianalizzata, rivisitata. I promotori dicono di non volersi accontentare dei giudizi codificati, degli stereotipi morali imposti dal “culturalmente corretto”. La Storia, quella con la esse maiuscola, non cessa mai di parlare, di fornire elementi, spunti, materiali. Non cessa mai di essere interpretata, capita, giudicata. E’ un libro da aprire e riaprire sempre, da non accantonare mai. E’ un terreno da arare continuamente perché dà sempre i suoi frutti.

La Storia non è solo passato; è presente ed anche futuro.
Un presente che non ha passato non avrà mai futuro, si legge nella presentazione.
L’orizzonte nel quale si muove la rivista è ampio, parte ovviamente dall’Italia ma si dilata nel mondo, là dove c’è una destra da raccontare.

Chi sono i promotori di questa avventura editoriale?
Storia.Rivista è diretta da Massimo Magliaro, ha un Comitato direttivo composto da Alessandro Amorese, Adalberto Baldoni, Mario Bozzi Sentieri, Roberto Rosseti e Marco Valle.
Molti i collaboratori, soprattutto giovani. Anche esteri.

A pubblicarla è la giovane e agguerrita casa editrice Eclettica Edizioni, di Massa, già nota per aver dato alle stampe testi molto interessanti e di successo. Si tratta fra l’altro della casa editrice che entro l’anno pubblicherà in esclusiva l’edizione italiana delle “Memoires” di Jean-Marie Le Pen.

Il primo numero, che verrà presentato tra pochi giorni a Roma e poi via via nel resto d’Italia, sia apre proprio con la pubblicazione in esclusiva (curata dal direttore, Magliaro) del capitolo delle Memorie di Le Pen dedicato alla nascita del Front national (cui la figlia, Marine, proprio in questi giorni ha deciso di cambiare nome), e continua con la prima puntata di una documentatissima storia del Msi scritta da Baldoni, un inedito di Amorese sulla moneta clandestina stampata nel dopoguerra dal Msi di Apuania, il ritratto del primo “federale” missino di Cagliari, Marigo, redatto da Giuseppe Serra, il racconto, firmato da Bozzi Sentieri, del ruolo avuto a destra dal quotidiano milanese della sera La Notte, un saggio di Nazzareno Mollicone sulla politica demografica del fascismo, una analisi della destra ungherese di ieri e di oggi, fatta da Valle, e un inedito su Johnny Halliday militante della destra francese.

La seconda parte della rivista è tutta dedicata al Sessantotto. Il dossier ha il titolo “La scimmia del ‘68”.
Vi figurano saggi e articoli di Baldoni, Gennaccari, Amorese, Rosseti, Volante, Barbetti e Magliaro. Arricchiscono il dossier le testimonianze di alcuni dei protagonisti di quei fatti (Tilgher, Gramazio, Gaudenzi, Pepe, Rochira, Marchal), una antologia di filosofi, storici, economisti, sociologi, saggisti (Spirito, D’Eramo, Rasi, Ginsborg, Bedeschi, Vulpitta, Gnerre, Cipriani, Veneziani, De Mattei, Corrêa de Oliveira, Del Noce, De Turris, Bardéche, Duprat, Evola) e una tavola rotonda con la partecipazione di Pietro Cerullo, Gennaro Malgieri, Bozzi Sentieri e Adriano Scianca.

Ogni numero di Storia.Rivista costerà 13 euro. L’abbonamento annuo invece 60 euro.

Il dossier del secondo numero, la cui uscita è imminente, sarà dedicato a Giorgio Almirante e a Pino Romualdi nel trentennale della loro morte.

martedì 19 giugno 2018

Roberto Jonghi in TV


ROBERTO JONGHI LAVARINI
in diretta televisiva a La Notizia

VENERDI 29 GIUGNO 2018
su LA6 TV Canale 86 e SKY